Strage Bologna, Pezzotti (An): "Si abbia il coraggio di chiedere la revisione del processo"
"Con l'ultima sentenza di Cassazione si è voluto definitivamente colpire tutta una generazione politica"
"Al tragico bilancio della stage alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980 dobbiamo aggiungere Verità e Giustizia". È quanto dichiara in una nota il vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XI Giuseppe Pezzotti (An), preannunciando una serie di iniziative tese a far rimanere viva l'attenzione dell'opinione pubblica e delle forze politiche su di un iter processuale pieno di ombre e che si vorrebbe oggi concluso. "Nelle dichiarazioni a margine del
minuto di silenzio che abbiamo tenuto oggi in Consiglio per ricordare i martiri di quella tragica mattanza, ai familiari dei quali mi stringo sgomento oggi come ventisette anni fa - continua l'esponente di Alleanza Nazionale - ho sentito il dovere di sottolineare come con l'ultima sentenza di Cassazione si
sia voluto definitivamente colpire tutta una generazione politica, quella dei cosiddetti anni '70 e non solo le persone indicate dalla verità processuale
come gli ideatori e gli esecutori di un massacro tanto barbaro quanto vile, basandosi su test inattendibili, Massimo Sparti su tutti, e facendosi influenzare emotivamente e culturalmente da un clima di caccia alle streghe che oggi sembra finalmente finire. Se da Rossana Rossanda a Francesco Cossiga, da Paolo Mieli ad Erri de Luca, da Rosario Priore ad Ugo Maria Tassinari hanno sentito il bisogno di esternare le proprie perplessità al riguardo - conclude Pezzotti - forse è giunto il momento che tutti ne traggano le doverose conclusioni e che ciascuno faccia la propria parte affinché si giunga al piú presto alla revisione del processo che ha colpito Giusta Fioravanti, Francesca Mambro e, per ultimo, Luigi Ciavardini" (red).